Dannata precariet PDF Stampa E-mail

loach-ok491_img"La lotta alla precarietà era e sarà la mia ossessione". E' uno dei leit motiv della campagna elettorale di Veltroni, che lo ha ribadito anche dal palco del teatro Politeama di Asti, dove ad ascoltarlo c’erano tra tanti ragazzi, seduti in prima fila, lo scrittore-attore Giorgio Faletti e il ministro del Lavoro Cesare Damiano.

"Combattere la precarietà è la più grande emergenza del nostro millennio" ha detto il segretario del PD, che ha voluto leggere la lettera scrittagli da una giovane precaria e ha assicurato che "tutto quello che si può fare lo faremo". A iniziare dall’introduzione del compenso minimo legale. Accanto a questa misura, che Veltroni proporrà durante il primo Consiglio dei ministri, ci deve essere "il sostegno alle imprese che stabilizzano, in modo tale che siano incentivate a farlo, e la formazione".

La lettera della precaria di Asti

Se qualche anno fa m'avessero detto che mi sarei ritrovata a quasi trent'anni senza uno straccio di lavoro fisso sarei sicuramente esplosa in una grassa risata, una di quelle risate che da troppo tempo mi sono state estorte dalla vita e dalle sue preoccupazioni. Ho passato anni a studiare per costruirmi un avvenire, non dico idilliaco, ma quanto meno tranquillo, e mi ritrovo qui con
un impegno dignitoso, per quanto stress e mal di testa siano all'ordine del giorno, ma con una spada di Damocle che oscilla sempre più minacciosamente sulla mia testa man mano che il giorno della scadenza del contratto si avvicina. Ormai sono anni che vado avanti così, sei mesi in un posto, sei mesi nell'altro, tre di qua, uno di là... questa dannata precarietà è diventata la mia miglior nemica: nemica della mia psiche, dei miei nervi, e dei miei maledettissimi sogni! Molti miei colleghi sono stati stabilizzati, ma purtroppo non rientro ancora tra questi. Mancano quindici giorni, infatti, alla fine del mio contratto, ho lavorato qui sei mesi e, per quanto non sia nella mia natura, ho cercato di tenere ben cucita la bocca anche quando potevo aver ragione e mi sono costretta a rinunciare a non so quante commissioni, visite mediche e aperitivi con gli amici pur di non rifiutare uno straordinario...non che vi siano pressioni, ma non si sa mai, ne ho viste troppe...sono ostaggio da troppo tempo e credo che se dovesse andar male anche sta volta potrei davvero perdere ogni speranza, anche perché superata una certa età trovare un lavoro diventa a dir poco impossibile...non convieni più, costi troppo, è sempre più facile investire su un apprendista. Questa assurda condizione di precarietà mi ha trasfigurata, la mia autostima ha ceduto il passo ad un senso di insicurezza assoluto e la mia vita si è ridotta a mera sopravvivenza. Tutti i progetti fatti con Marco sono crollati come castelli di carte, ottenere un mutuo è impossibile, così come continuare a vivere questa relazione da adolescenti, sognavamo una famiglia! Ma come si può mettere al mondo dei figli in una situazione del genere? Come si possono sgravare di tanto peso dei genitori che già ti hanno pagato gli studi fino a 26 anni e ora sono costretti a mantenerti ancora tra un lavoro e l'altro? A che serve parlare di sgravi fiscale sul mutuo della prima casa, sull'affitto per i giovani e le famiglie numerose, se non esistono le condizioni perché un giovane ottenga un mutuo o riesca a mantenersi andando a vivere da solo né tanto meno perché decida di tirar su famiglia , magari con 5 figli? Esiste qualcuno tra i nostri politici realmente intenzionato ad arginare questa situazione e a porre fine a questo terrorismo psicologico cui il lavoro precario si riduce? Non mi resta che sperarlo.

M. 28 anni, astigiana

 

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Data: 18 Dic, 2017
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