Tutelare il marchio della mozzarella di bufala campana PDF Stampa E-mail

Sono parzialmente soddisfatto della risposta alla mia interrogazione parlamentare n. 3-03142 data nella giornata di ieri da ANDREA OLIVERO, Vice Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, ma voglio continuare a rappresentare le preoccupazione degli agricoltori, degli allevatori di bufale e dei componenti della filiera della mozzarella DOP, che riguarda il Lazio, la Campania, la Puglia e il Molise, i quali continuano a denunciare alle autorità competenti come il latte di bufala prodotto in Italia sia nettamente inferiore alla mozzarella commercializzata. Devono essere attivati ulteriormente i controlli da parte delle ASL e dei nuclei antisofisticazione, per controllare la filiera della mozzarella DOP.

La cosa grave, a mio avviso, è la delibera del maggio 2017, del Consorzio per la tutela del formaggio mozzarella di bufala campana, che chiede la modifica del disciplinare di produzione, allo scopo, tra l'altro, di prevedere la possibilità di introdurre nel metodo di preparazione il confezionamento e la commercializzazione a temperature di meno 18 gradi di paste. Questo vuol dire che si cerca di introdurre materiale non riferibile al territorio della DOP.

Penso che occorra molta attenzione nell'accogliere questa richiesta. La mozzarella di bufala, è un bene straordinario, limitato e prodotto in un preciso territorio, frutto del lavoro e dell'esperienza di agricoltori e allevatori italiani

 
Data: 16 Ago, 2018
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