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Sicurezza stradale:Risolvere problema bovini a Carpineto

"Verificare se si sono state omissioni da parte delle pubbliche autorità nell’individuare i proprietari dei bovini che, lasciati liberi di pascolare, hanno provocato dei gravissimi incidenti sulla strada Carpinetana”. Lo chiede Renzo Carella, deputato del Partito democratico, con un’interrogazione parlamentare sul tema al ministro della Giustizia e dell’Interno.

“Ieri – spiega - si è verificato un ennesimo, gravissimo incidente sulla Strada regionale carpinetana. La persona è  ricoverata con prognosi e fratture serie, determinata da un scontro tra la moto e un bovino vagante. L’episodio segue quello analogo verificatosi una settimana fa, sulla stessa strada. Insieme al sindaco di Carpineto, abbiamo fatto presente che in questo modo viene ignorato il principio della sicurezza stradale e coinvolto i prefetti, Pecoraro, Gabrielli, l’attuale Prefetto, il ministero della Sanità. Al Procuratore della Repubblica di Velletri abbiamo chiesto interventi investigativi di polizia giudiziaria per individuare i proprietari di questi animali, che continuano imperterriti a lasciar pascolare  centinaia di bovini lunga la strada mettendo, continuamente in pericolo i cittadini di Carpineto , Montelanico, Segni e di tutti quelli che percorrono tale strada. Inizialmente, abbiamo ottenuto dei risultati con l’abbattimento di circa 79 capi, grazie all’ordinanza del sindaco di Carpineto. Le critiche di animalisti e trasmissioni televisive che ne sono seguite hanno però a nostro avviso finito per far prevalere le ragioni degli animalisti sul problema della sicurezza dei cittadini”.

“Da parte mia, chiederò al sindaco di Carpineto e agli altri sindaci di decidere come eliminare questi animali, dal momento che di fronte all’assenza dello Stato non si può non tentare di superare il problema della sicurezza, magari con abbattimenti decisi in loco”, conclude.

 
Ariccia, evitare disagi alla viabilità durante i lavori di messa in sicurezza del ponte monumentale

Bene la fine della conferenza di servizio per la messa in sicurezza del ponte monumentale di Ariccia, un opera necessaria per fugare ogni preoccupazione rispetto alla stabilità dello stesso.

I lavori sul ponte (che garantisce la viabilità sulla statale Appia che attraversa i Castelli Romani) dovrebbero durare 18 mesi, noi ci auguriamo che nella fase di allestimento della gara d’appalto l’ ANAS consideri elementi di preferenza per quelle proposte che prevedono  un minor tempo per la realizzazione dei lavori, magari a 13/14 mesi prevedendo anche una premialità.

Inoltre  per evitare l’isolamento   della città di Ariccia e difficoltà al comune di Albano, Genzano e Nemi, cosi come hanno richiesto i sindaci, nei prossimi giorni ci attiveremo affinché la Regione Lazio possa finanziare circa un milione di euro per garantire che l’esecuzione dei lavori possa essere fatta anche  con un attraversamento del ponte ad una sola corsia, per evitare disagi al traffico e soprattutto cadute negative sull’economia dei comuni a cominciare proprio da quello di Ariccia.

Di questo interesserò l’assessore ai lavori pubblici della Regione Lazio, il presidente Zingaretti unitamente ai dirigenti dell’ANAS.

 

Roma 30 marzo 2017

 
Pomezia: su parco Sughereta sindaco non si fregi di meriti non suoi

Il parco della Sughereta è oggi una realtà grazie al lavoro politico svolto negli anni Novanta: dagli amministratori dell’epoca, dall’assessore dell’Ambiente Hermanin e dal mio contributo come presidente della commissione Ambiente della Regione. Il parco fu istituito sottraendolo ad una trasformazione urbanistica, un’area di grande pregio ambientale che  fu perimetrata per mettere in condizioni il privato di cedere gratuitamente più del 50% al comune di Pomezia. Il sindaco attuale si fregia di realizzazioni che lui non conosce ma che sono frutto della  lungimiranza di uomini del Partito Democratico e del Centro Sinistra, farebbe bene nell'iniziativa di domenica  a chiamare in causa istituzionalmente la Regione Lazio e chi nel corso degli anni si è prodigato per realizzare questa riserva naturale”.

 
Fermare autorizzazione e realizzazione dell’impianto a biometano che si vuole realizzare in località Colubro di Artena (Rm).

La prossima settimana è convocata in regione la conferenza di servizio e credo che le proteste e le preoccupazioni dei cittadini di quella frazione e di quella città devono essere ascoltate e accolte.

Artena si trova inserita nel sito di interesse nazionale della Vale del Sacco (SIN), come luogo fortemente inquinato. Iniziative industriali nel campo dei rifiuti al di fuori di qualsiasi programmazione regionale peraltro a confine con il SIN mi sembrano fuori luogo. La località Colubro confina con il SIN, quindi è necessario una riflessione prima di inserire questi impianti  che trattano l’umido proveniente dai rifiuti per non aggravare una situazione già delicata. Va anche precisato che nelle immediate vicinanze di dove si vuole realizzare questo impianto, esiste un depuratore sequestrato con l’interdizione e l’uso dei terreni adiacenti.

È consigliabile e auspicabile un diniego di questa proposta , occorre richiamarsi al principio di precauzione, che consiglia di non introdurre attività impattanti su territori già compromessi dal punto di vista sanitario e ambientale.

Questo è quanto afferma l’On. Carella

 
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Data: 19 Gen, 2018
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